In quale ti riconosci?

Con queste esilaranti immagini, l’artista spagnola Guada offre spunti di riflessione su un’insieme di stereotipi a cui intere generazioni si sono inconsapevolmente ispirate. Giovani donne docili e gentili, ingenue e sottomesse, che accettano senza protestare il proprio destino, sicure che prima o poi arriverà il Principe Azzurro e le renderà per sempre “felici e contente”, salvandole dal nemico peggiore: la solitudine.
Verso la fine degli anni ottanta le protagoniste diventano più coraggiose, si mascolinizzano, sfidano l’autorità del padre. Ariel della Sirenetta, Jasmine di Aladdin, Belle di La Bella e la Bestia, Mulan e Pochaontas incarnano una personalità avventurosa, sono coraggiose e razionali. Non basta più essere belle e devote, la femminilità è più ribelle e indipendente.
Nei cartoni del nuovo millennio invece, l’identità delle protagoniste è più complessa. Le nuove principesse, Merida di Ribelle, Elsa di Frozen e Vaiana di Oceania antepongono altre priorità al matrimonio, “Io non sono una Principessa, ma sono un capo”, chiarisce Vaiana.

Rivedere questi cartoni con i propri figli può servire ad approfondire l’evoluzione degli ideali presenti nella nostra cultura. Facendo attenzione a non sostituirli a modelli nuovi, ma altrettanto rigidi e prescrittivi.

Per chi volesse approfondire si rimanda al testo “Nuovi Principi e Principesse” di Elena Riva e Sofia Bignamini (Franco Angeli)

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